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Che
cos'è l'ipotiroidismo? La
ghiandola tiroidea, situata nella parte anteriore del collo,
immediatamente sotto il pomo di Adamo, è il sito di produzione degli
ormoni tiroxina (T4) e triiodotironina (T3). Gli
ormoni tiroidei giocano un ruolo molto importante nel controllo del
metabolismo corporeo. Se
la tiroide non produce una quantità sufficiente di ormoni, insorgono
alterazioni a carico di tutti i sistemi dell’organismo.
L'ipotiroidismo
è di comune riscontro nell’anziano; la frequenza maggiore si osserva nelle
donne. La sua prevalenza nella popolazione oltre i 60 anni è dell’ 1,5-2
%. Può tuttavia manifestarsi anche in pazienti più
giovani.
Le
cause principali di ipotiroidismo sono rappresentate
da: · tiroidite
cronica autoimmune, nota anche come tiroidite di Hashimoto (nelle
condizioni di autoimmunità il sistema immunitario reagisce contro alcune
strutture cellulari proprie dell’organismo che non vengono riconosciute
come tali); · pregressa
somministrazione di iodio radioattivo per il trattamento
dell’ipertiroidismo o di alcune forme di cancro tiroideo;
· pregressi
interventi chirurgici di asportazione, totale o parziale, della tiroide;
· deficit
congeniti di sviluppo della ghiandola tiroidea; · impiego
di farmaci antitiroidei (propiltiouracile, metimazolo), amiodarone e
litio; · deficit
di iodio o, al contrario, assunzione di elevate quantità di iodio sotto
forma di farmaci (è contenuto, ad esempio, negli sciroppi per la tosse) o
di integratori alimentari. Quali
sono i sintomi? L’ipotiroidismo
si associa in modo caratteristico ad un rallentamento generalizzato delle
funzioni corporee. Si osserva un rallentamento dell’attività fisica e di
quella mentale, della funzione cardiovascolare, di quella
gastrointestinale e di quella neuromuscolare. I
sintomi tendono ad apparire gradualmente, nell'arco di un lungo periodo di
tempo. Il rallentamento del metabolismo negli anziani viene considerato un
cambiamento naturale dovuto all'età; pertanto, una condizione di
ipotiroidismo senile risulta spesso misconosciuta. I
sintomi tipici dell’ipotiroidismo sono: · sensazione
di freddo · depressione
· sonnolenza
diurna, anche dopo aver dormito tutta la notte · difficoltà
di concentrazione · aumento
di peso · stipsi
· cute
secca e ruvida · gonfiore
del viso · voce
rauca · capelli
secchi e fragili · perdita
di memoria (nelle persone anziane può rappresentare l’unico segno di
ipotiroidismo) Come
è possibile prevenire l'ipotiroidismo?
Coloro
che nel corso della loro vita sono stati sottoposti a terapia radiante
della regione del collo per il trattamento di linfomi o tumori della
laringe o del rinofaringe, o a somministrazione di iodio radioattivo per
la terapia dell’ipertiroidismo, presentano un elevato rischio di
manifestare una condizione di ipotiroidismo. Nel
caso di asportazione parziale della ghiandola tiroidea, può comparire un
ipotiroidismo post-chirurgico, spesso transitorio. Per
questi pazienti si consiglia di programmare un controllo della
funzionalità tiroidea almeno una volta all'anno. Come
il medico formula la diagnosi? Se
si sospetta la presenza di ipotiroidismo si può confermare la diagnosi
effettuando un prelievo di sangue per misurare la concentrazione di TSH
(Thyroid Stimulating Hormone, ormone tireostimolante). Questo ormone è
prodotto dall’ipofisi, una ghiandola delle dimensioni di un pisello,
situata alla base del cranio. Il TSH regola le concentrazioni di T3 e
T4. Quando
le quantità nel sangue di T3 e T4 risultano troppo basse, l'ipofisi,
mediante il TSH, invia un segnale alla tiroide per comunicarle di lavorare
più intensamente. L'aumento del TSH indica, quindi, che la tiroide è poco
attiva e deve essere stimolata. In
alcune circostanze, per poter formulare una diagnosi corretta, il medico
prescrive ulteriori esami del sangue per individuare eventuali anomalie
del sistema immunitario. Se
il paziente ipotiroideo presenta un gozzo (ingrossamento della tiroide),
il medico può raccomandare l’esecuzione di un'ecografia
tiroidea.
L’ipotiroidismo
richiede un trattamento per tutta la vita a base di compresse di
tiroxina. Si
tratta di un trattamento sostitutivo: il paziente assume, cioè, quella
quantità di ormone che il suo organismo non è in grado di produrre
autonomamente. Si
inizia con una piccola dose che viene in seguito gradualmente aumentata
finché non si raggiunga la dose appropriata. Stabilita
la dose necessaria è sufficiente controllare la funzionalità tiroidea una
volta all'anno. L'assunzione
di tiroxina in compresse è praticamente priva di effetti collaterali.
Occorre tuttavia prestare attenzione alla eventuale comparsa di sintomi di
tireotossicosi che possono verificarsi nel caso venga assunta una dose
troppo alta.
I pazienti con ipotiroidismo che seguono la terapia adeguata sono in grado di condurre una vita assolutamente normale. | |||||||||||||||
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ottobre 2009 | |||||||||||||||||