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In
che cosa consiste la sindrome dell'ovaio
policistico? La
sindrome dell'ovaio policistico (o policistosi ovarica, PCO) è un disturbo
complesso delle ovaie, gli organi dell'apparato riproduttivo femminile che
producono gli ovociti maturi. Gli
ovociti maturi vengono periodicamente espulsi dall'ovaio durante il
processo di ovulazione per essere fecondati ad opera degli spermatozoi. In
presenza di questa sindrome le ovaie hanno dimensioni superiori alla media
e presentano al loro interno numerose cisti, piccole cavità ripiene di
liquido; la superficie esterna appare punteggiata da un numero anomalo di
piccoli follicoli. I
follicoli ovarici presentano differenti stadi di sviluppo; la loro
maturazione è influenzata da alcuni ormoni prodotti dall'ipofisi, una
ghiandola endocrina situata alla base dell'encefalo. Nella sindrome
dell'ovaio policistico molti follicoli non raggiungono mai il completo
sviluppo, l'ovulazione avviene raramente e le pazienti presentano una
condizione di infertilità. I cicli mestruali sono irregolari: possono
trascorrere anche molte settimane senza che si presenti una mestruazione.
Altri segni della sindrome sono una condizione di sovrappeso e la presenza
di un'eccessiva quantità di peli superflui. Questa
patologia è abbastanza frequente fra le donne infertili ed è
particolarmente diffusa fra quelle con problemi di ovulazione, nel qual
caso l'incidenza è pari a circa il 75%. Nella popolazione generale, in
circa il 25% delle donne si evidenzia la presenza di ovaie policistiche
all'esame ecografico, sebbene molte non presentino alcuna sintomatologia e
siano in ottima salute. Il fenomeno si osserva anche nel 14% delle donne
che fanno uso della pillola anticoncezionale.
E'
stata documentata una condizione di familiarità anche se tuttora non è
noto quale sia il preciso meccanismo di trasmissione ereditaria. E' stata
ipotizzata una ereditarietà multifattoriale, influenzata, cioè
dall'interazione di più geni. E'
più probabile che il quadro patologico si manifesti in donne con anamnesi
familiare positiva per diabete di tipo II, non insulino dipendente, e per
calvizie precoce nei familiari maschi. Il rischio è maggiore se la
paziente è in sovrappeso. Una condizione di obesità ed un elevato indice
di massa corporea sono condizioni determinanti per il manifestarsi dei
sintomi e dei segni propri della sindrome. Non è possibile però stabilire
quale sia il peso oltre il quale si è a rischio. Certamente nel caso di
pazienti obese (con un indice di massa corporea superiore a 30) o in
sovrappeso (con indice di massa corporea pari a 25-30), la perdita di peso
ha frequentemente determinato una normalizzazione dei parametri ormonali e
il ripristino di cicli ovulatori.
Alcune
donne hanno maggiori probabilità di altre di essere interessate: non è
possibile modificare la propria predisposizione all'insorgenza della
sindrome. Non esistono prove del fatto che la preventiva perdita di peso
possa rappresentare un vantaggio. E' comunque consigliabile mantenere il
peso forma, e l'indice di massa corporea nel range di normalità,
specialmente se è stata rilevata una condizione di predisposizione
familiare. I segni premonitori sono: · presenza
familiare di una condizione di diabete non insulino-dipendente (di tipo
II) · tendenza
negli uomini della famiglia a una calvizie precoce (in età inferiore ai
trent'anni) · presenza
della sindrome nella madre, sorelle, zie
La
sindrome dell'ovaio policistico può manifestarsi
con: mestruazioni
assenti (amenorrea), o poco frequenti (oligomenorrea):
sintomi comuni della sindrome dell'ovaio policistico. Le mestruazioni
spesso compaiono con una frequenza di 5-6 settimane; in alcuni casi anche
solo una o due volte all'anno o addirittura mai;
aumento
dei peli superflui su viso e corpo (irsutismo):
localizzati sul mento, sopra il labbro superiore, sugli avambracci, nelle
parte inferiore delle gambe e sull'addome; acne:
di solito sul viso; infertilità:
l'assenza totale o la scarsa frequenza delle mestruazioni sono correlate
alla mancata ovulazione; sono pertanto significativamente ridotte le
probabilità di un concepimento; sovrappeso/obesità:
una condizione frequente nelle donne affette da sindrome dell'ovaio
policistico. Le cellule del loro organismo sono resistenti alla azione
dell''insulina, l'ormone che regola il metabolismo gli zuccheri. La
resistenza all'insulina impedisce alle cellule di utilizzare gli zuccheri
contenuti nel sangue, che vengono quindi immagazzinati sotto forma di
grasso. aborto
spontaneo ricorrente:
gli elevati livelli di ormone luteinizzante (LH, luteinizing hormone), che
si riscontrano nella sindrome dell'ovaio policistico sembrano essere
correlati con una maggiore frequenza di aborti spontanei. L'ormone
luteinizzante è prodotto da particolari cellule dell'ipofisi e gioca un
importante ruolo nei meccanismi di regolazione della funzione ovarica. E'
stata riscontrato che il 65% delle gravidanze in pazienti con PCO termina
con un aborto spontaneo, che si verifica invece solamente nel 12% delle
gravidanze in donne con normali livelli di LH. Il
quadro clinico è inoltre caratterizzato da: anomalie
ormonali,
fra cui: · elevati
livelli di LH nella prima fase del ciclo mestruale; · elevati
livelli di androgeni (ormoni sessuali maschili), di solito presenti nella
donna solo in piccole quantità; · ridotti
livelli di SHBG (sex hormone binding protein), la proteina che trasporta
gli ormoni sessuali; · lieve
aumento di insulina e resistenza cellulare alla sua
azione; modificazioni,
all'esame ecografico, dell'aspetto morfologico delle ovaie.
Le
ovaie si presentano policistiche, con molti piccoli follicoli sparsi sulla
superficie (di solito più di 10 o 15 in ciascun ovaio), mentre sono
pressochè assenti al centro dell'ovaio. I follicoli sono piccoli e
immaturi, le loro dimensioni non superano i 10 mm, raramente o addirittura
mai arrivano a maturazione e all'ovulazione. La
maggior parte delle donne affette da sindrome dell'ovaio policistico
presenta questi reperti ecografici. Le anomalie del ciclo mestruale sono
presenti nel 66% dei casi e l'obesità nel 40%. L'aumento dei peli
superflui e l'acne si riscontrano nel 70% dei casi, mentre le alterazioni
dei livelli ormonali riguardano il 50% delle
pazienti. Nel
corso della vita la malattia sembra attraversare varie fasi. Nelle donne
più giovani i problemi riguardano soprattutto le mestruazioni, mentre in
quelle in età più avanzata si riscontrano sovente diabete ed ipertensione.
Le donne affette da sindrome dell'ovaio policistico presentano un elevato
rischio di patologie cardiovascolari, ma la mortalità per questi fattori
non risulta aumentata. In presenza di policistosi ovarica aumenta inoltre
il rischio di cancro dell'endometrio, il rivestimento interno dell'utero,
soprattutto se le mestruazioni sono poco frequenti o del tutto
assenti.
La
diagnosi si basa sui sintomi e sull'esame fisico della paziente. Se, sulla
scorta dell'anamnesi familiare e del quadro clinico, si sospetta una
condizione di policistosi ovarica, per confermare la diagnosi dovranno
essere eseguiti alcuni accertamenti. Verranno
determinate le concentrazioni, nel sangue, di: · ormoni
sessuali femminili (la determinazione dovrà essere effettuata, ove
possibile, nella prima fase del ciclo mestruale) · ormoni
sessuali maschili · SHBG,
la proteina legante gli ormoni sessuali · glucosio
· parametri
di funzionalità tiroidea · prolattina
Dovrà
inoltre essere eseguito l'esame ecografico delle
ovaie. Una
volta formulata la diagnosi, se non vi sono problemi di fertilità, il peso
è nei limiti di normalità e i peli superflui non sono in quantità
eccessiva, non è necessario alcun trattamento terapeutico. In presenza,
invece, di un quadro clinico più complesso, sarà necessaria una terapia
specifica e, talora, ulteriori indagini.
Altre alterazioni ormonali responsabili di anomalie del ciclo mestruale sono rappresentate dalla presenza di elevati livelli di prolattina e di TSH. Entrambi questi ormoni vengono prodotti dall’ipofisi. Elevati livelli di prolattina possono associarsi a cefalea e disturbi della vista, mentre un'elevata concentrazione di TSH depone per una condizione di ipotiroidismo, determinata da una ridotta funzionalità della ghiandola tiroidea. Entrambe queste condizioni possono determinare la soppressione dell'ovulazione e infertilità. L'aumento dei peli superflui e l'acne sono frequentemente indice di un'aumentata secrezione di ormoni sessuali maschili (androgeni) da parte dell'ovaio o del surrene. Nell'ipercorticosurrenalismo, una grave malattia del surrene, o in presenza di tumori secernenti androgeni, l'irsutismo si sviluppa rapidamente; le mestruazioni, prima regolari, possono arrestarsi e la paziente può manifestare una condizione di estrema debolezza muscolare. Vi può inoltre essere una perdita delle caratteristiche femminili nell'aspetto e nella forma del corpo (caratteri sessuali secondari); in particolare, si può manifestare una riduzione del seno. Man mano che l'eccesso di androgeni aumenta, la voce si approfondisce e il clitoride aumenta di dimensioni. La presenza di sintomatologia di tale rilievo depone per un considerevole aumento dei livelli di androgeni, molto più di quanto normalmente si verifichi nella micropolicistosi ovarica. |
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ultimo aggiornamento: 2
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