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Cos'è
l'ipopituitarismo? L'ipopituitarismo
è la conseguenza della riduzione patologica persistente
della secrezione di uno o più ormoni dell’ipofisi anteriore. Si riconoscono un’insufficienza totale
della ghiandola o panipopituarismo,
più raro, e un ipopituitarismo
parziale, più comune, quando è presente la deficienza di più ormoni
della ghiandola. La deficienza di uno solo degli ormoni
ipofisari è nota come ipopituitarismo selettivo.
Cosa causa
l'ipopituitarismo? Le cause di ipopituitarismo nell’adulto sono rappresentate da: tumori ipofisari (54%), craniofaringioma (12%), tumori del sistema nervoso centrale (4%), sindrome della sella vuota (4%), sindromi di Sheehan (3%), e più raramente da traumi, ipofisiti, cause iatrogene chirurgiche, malattie granulomatose, irradiazioni, malformazioni SNC, infezioni o traumi perinatali.
Quali
sono i sintomi dell'ipopituitarismo?
L’ipopituitarismo
presenta segni e sintomi conseguenti al deficit degli ormoni tropici
coinvolti nella patologia. Il
quadro clinico è spesso sfumato o si realizza nel corso di periodi
piuttosto lunghi di tempo. La coesistenza di una condizione di sofferenza per il freddo, di stitichezza ostinata precedentemente assente, uno stato di sonnolenza, di astenia e facile affaticabilità orienta per una carenza di TSH. Astenia
grave, affaticabilità, perdita di peso, sintomi riferibili ad una
possibile ipoglicemia, nausea e vomito, collasso circolatorio, fanno pensare
all'iposurrenalismo secondario. Ridotta libido, impotenza, infertilità maschile,
testicoli di ridotto volume e consistenza, molli, prostata piccola; oppure
anomalie mestruali, amenorrea, ipotensione peripartum, atrofia delle
mammelle, della vagina, delle grandi labbra, osteoporosi, prematura
aterosclerosi orientano nei due sessi verso un ipogonadismo secondario. La
coesistenza di uneunucoidismo depone per l’esordio prepuberale o puberale del quadro. Il
deficit di ormone della crescita (growth hormone deficiency,
GHD) era in passato circoscritta dal punto di vista
clinico ai soli aspetti connessi con le turbe dell’accrescimento
corporeo. Nell’età
adulta i segni e i sintomi della GHD sono spesso sfumati e per molto tempo
sono stati trascurati. I sintomi clinici di tale deficienza nell’adulto descritti a partire da i primi anni ‘90 sono rappresentati da: - sindrome psicologica dominata dal vissuto di uno stato di benessere carente; - alterazione della composizione corporea caratterizzata dall’aumento visibile dell’adiposità, specie a livello addominale; - riduzione della forza muscolare e dell’attività fisica; - secchezza e assottigliamento della cute.
I segni obiettivi sono rappresentati da: - obesità o sovrappeso tronculare con aumento del rapporto vita fianchi (waist/hip ratio, W/H); - cute secca e sottile; - riduzione della massa magra; - riduzione dell’acqua extracellulare corporea; - ridotta performance nell’esercizio fisico; - anomalie e turbe della struttura e della funzione cardiaca; - aumento dei rischi per la patologia cardiovascolare; - riduzione dei parametri emodinamici renali; - ridotto metabolismo basale; - insulino-resistenza.
Nei quadri di panipopituitarismo o ipopituitarismo parziale complesso può riscontrarsi la convergenza di più aspetti sindromici tra quelli riportati.
Quadri
particolari L’ipopituitarismo
può presentarsi anche con quadri clinici particolari acuti e cronici. L’apoplessia
ipofisaria può presentarsi come una grave sindrome sellare
caratterizzata da severa cefalea, turbe della vista o perdita della vista
per compressione su adiacenti strutture nervose, oftalmoplegia, turbe del
sensorio sino allo stato comatoso. Le
conseguenze nel tempo di un’apoplessia ipofisaria possono comportare la
totale distruzione del tumore originario con la remissione degli effetti
ormonali e meccanici, pregressi o addirittura con la scomparsa
dell’originale sintomatologia da ipersecrezione ma con gli effetti
provocati dagli esiti dell’infarto emorragico. Un
altro quadro particolare è correlato alla sovrapposizione di uno stress
(infezione, trauma) in un paziente ipopituitarico sino ad allora in uno
stato di compenso ancorché precario con la probabile comparsa di
un’insufficienza acuta tiroidea o surrenalica; uno stato ipoglicemico o
ipotensivo; un obnubilamento del sensorio fino al coma; un inspiegabile
stato iperpiretico. La
scoperta di un allargamento di una sella turcica all’indagine
radiografica induce a pensare
ad una neoplasia ipofisaria ma è un quadro comune anche della sindrome
della sella vuota. In questo caso l’allargamento della sella non
dipende dalla presenza di un tumore ma da un difetto del diaframma sellare
con conseguente estensione dello spazio subaracnoideo nella sella turcica. In
presenza di una sindrome della sella vuota è sempre necessario eseguire
un accertamento diagnostico endocrinologico e neuroradiologico. Una
bassa statura o il quadro di una pubertà incompleta o ritardata sono comuni espressioni di un ipopituitarismo insorto durante l’età
evolutiva. Una
ipoglicemia a digiuno deve
indurre a pensare alla possibilità, tra le varie cause, di un
ipopituitarismo, infatti una deficienza di ACTH o di GH può entrare in
diagnostica differenziale con un insulinoma o con una insufficienza
epatica nella valutazione di uno stato ipoglicemico. Di solito
l’ipoglicemia di tipo reattivo esclude una causa ipofisaria. Un
altro sintomo che immediatamente richiama alla possibile presenza di un
ipopituitarismo è l'amenorrea. La comparsa di una sindrome poliurica-polidipsica ipotonica o diabete insipido, può costituire l’unica espressione clinica di un ipopituitarismo ed esprime inequivocabilmente una compromissione anatomo funzionale dell’ipotalamo, del peduncolo ipofisario e dell’ipofisi posteriore.
Come
viene diagnosticato l'ipopituitarismo? L’accertamento
di una deficiente secrezione di uno o più ormoni ipofisari è
teoricamente ottenibile documentando la subnormale secrezione di tali
ormoni. Purtroppo,
i valori “basali” di ogni ormone mentre risultano fortemente
indicativi quando sono aumentati perdono sicuro significato diagnostico
quando risultano nel range “normale” anche se attestati su valori
“basso-normali” o intorno allo zero. E’
certamente utile, in questo caso, una valutazione comparativa del
comportamento di ogni singolo ormone “trofico" ipofisario e
dell’ormone della ghiandola “bersaglio” corrispondente: tiroide,
surrene, gonadi. Si
procede quindi con accertamenti per singoli assi
ipotalamo-ipofisi-ghiandola bersaglio. Asse ipotalamo-ipofisi tiroide Un
ipotiroidismo secondario non è svelabile basandosi sulla riduzione della
concentrazione del TSH serico anche impiegando metodi di dosaggio
ultrasensibili. L’adeguatezza
della secrezione di TSH può essere valutata semplicemente misurando la
concentrazione serica della tiroxina libera (fT4). Rispetto
all’fT4 il dosaggio di fT3 è meno utile poiché esso può risultare
normale anche in pazienti con bassissime concentrazioni di tiroxina. Nell’ipotiroidismo
secondario il
rilievo di bassi valori di fT4 risulta associato ad un “inappropriato”
valore normale o basso-normale di TSH serico. All’opposto
un basso valore di fT4 associato ad un alto valore di TSH serico
costituisce il marker inconfondibile di un ipotiroidismo primitivo. Il
test di stimolo del TSH con il TRH ha una sensibilità troppo bassa per
essere impiegato attendibilmente nella diagnostica differenziale tra
ipotiroidismo secondario e ipotiroidismo terziario. Asse ipotalamo-ipofisi gonadi In
una donna che ha il sospetto di una malattia ipotalamo-ipofisaria ma
presenta normali flussi mestruali non è richiesto alcun test per la
valutazione della secrezione di FSH e LH: un normale ciclo è
l’indicatore più sensibile della funzione ipofiso-gonadica. Se
la paziente ha una oligomenorrea o amenorrea, la secrezione di FSH e LH va
misurata per escludere la presenza di valori alti delle due gonadotropine
quale marker di una malattia primitivamente ovarica. La
combinazione di una bassa concentrazione di estradiolo in presenza di
valori normali o bassi di gonadotropine è un buon marker per la diagnosi
di ipogonadismo ipogonadotropo. Poiché una analoga situazione si
riscontra in caso di iperprolattinemia (indipendentemente dalla sua
eziopatogenesi) è sempre opportuno valutare la concentrazione di
prolattina di fronte ad un quadro compatibile con un ipogonadismo
ipogonadotropo nella donna. Il
test con GnRH in singolo bolo non è spesso in grado di distinguere un
ipogonadismo secondario da patologia ipofisaria (risposta della
gonadotropina bassa) da un ipogonadismo di origine ipotalamica (normale
risposta alle gonadotropine). Nel
maschio l’ipogonadismo ipogonadotropo si diagnostica sulla base della
combinazione di bassa concentrazione di testosterone e basso-normali
concentrazioni di gonadotropine. All’opposto la condizione di ridotto
testosterone plasmatico e alti valori di LH e FSH è il marker
inconfondibile dell’ipogonadismo primitivo. Nel
definire la diagnosi è necessario escludere la possibilità di una
iperprolattinemia di per sé capace di indurre un ipogonadismo
ipogonadotropo. Asse ipotalamo-ipofisi surrene I
valori normali di cortisolemia al mattino sono compresi fra 5-25 mg/dl
(138-690 nmol/l). Un
valore di cortisolo serico di <3 mg/dl
(83 nmol/l), eventualmente confermato da una seconda determinazione, è
fortemente indicativo di un ipocorticosurrenalismo secondario soprattutto
se presente un quadro clinico di sospetto in tal senso. Un
valore di cortisolo serico > a 3 ma < a 18 mg/dL
(circa 497 nmol/l) confermato in determinazioni ripetute autorizza il
sospetto di un deficit parziale di secrezione di ACTH e può meritare di
essere ulteriormente studiato con la valutazione della riserva secretoria
di ACTH. Un
valore di cortisolemia superiore a 18 mg/dL
indica che la secrezione di ACTH è sufficiente in condizioni basali ma
verosimilmente anche in condizioni di stress e quindi vanifica il sospetto
di un ipopituitarismo ipocorticotropo. Asse
GH
-
IGF-I Oltre a possibili rari casi di marcata bassa statura e acromicria non
diagnosticati in età pediatrica, nell’età adulta il sospetto di deficit
di GH si pone in tutti i pazienti con lesioni acquisite della
regione ipotalamo-ipofisaria (neoplasie, infiltrazioni granulomatose,
traumi, interventi neurochirurgici, radioterapia) con o senza altri
deficit ipofisari. D’altra
parte un buon numero di soggetti GH carenti ad
esordio pediatrico non conferma la carenza di GH quando ritestati in età
adulta. Pertanto
occorre ritestare tutti i soggetti GH carenti ad esordio
pediatrico prima di riproporre il trattamento con GH nell’età adulta. Avanzato
il sospetto di deficit di GH, la metodologia diagnostica è essenzialmente
rappresentata da una o due determinazioni di IGF-I e dell’esecuzione di
un test di stimolo, preferibilmente con GHRH in associazione con arginina. | ||||||||||||||||
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Patologia
ipotalamo-ipofisaria
| Acromegalia |
Iperprolattinemia | Deficit di ormone della crescita | Sindrome della sella vuota
Per
informazioni: e-mail: aldo.miola@tin.it skype: aldo.miola ___________________________________________________________ Data
ultimo aggiornamento: 11
gennaio 2012 | |||||||||||||||||