Il gozzo

Cos’è il gozzo?

Il gozzo è un abnorme rigonfiamento nel collo, causato da un aumento di volume della tiroide. Può diventare molto voluminoso.

Nel mondo la causa più comune di gozzo è la carenza di iodio, un elemento chimico che la tiroide usa per produrre i suoi ormoni.

E’ molto importante integrare questa carenza con l’uso continuativo del sale iodato che si può acquistare nei comuni negozi e supermercati. Si tratta di sale normale a cui viene aggiunta una minima quantità di iodio che, pur presente in gran quantità nell’acqua di mare, viene perso nel processo di produzione del sale. 

Anche con un’adeguata introduzione di iodio la tiroide  può ingrandirsi creando un gozzo.
Ciò può avvenire in qualunque tipo di patologia tiroidea.

I dosaggi ormonali, l’ecografia tiroidea e l’ago aspirato tiroideo permettono di effettuare una adeguata valutazione del paziente con gozzo tiroideo.

Molti gozzi si sviluppano con normali livelli di ormoni tiroidei e non necessitano di alcuna terapia.

L’indicazione chirurgica al gozzo semplice si pone quando i noduli tiroidei raggiungono dimensioni tali da determinare uno spostamento della trachea o una compressione sull’esofago.

Vanno sottoposte ad intervento chirurgico anche alcune forme di gozzo associato ad ipertiroidismo, mentre per altre è possibile ricorrere alla terapia con iodio radioattivo.

Sono, infine, da rimuovere tutti i noduli di sospetta o accertata natura maligna.

L’intervento tradizionale di chirurgia sulla tiroide prevede un’incisione  a collare, alla base del collo, di 10-15 centimetri.  Nuove tecniche chirurgiche rendono attualmente possibile l’asportazione di noduli mediante incisioni di appena 1-2 centimetri.

Attraverso queste incisioni viene introdotta una minuscola telecamera e gli strumenti per la rimozione del nodulo.

I vantaggi non sono solo estetici: la telecamera consente anche il riconoscimento di importanti strutture anatomiche quali i nervi ricorrenti e le ghiandola paratiroidee.

Gli interventi classici di tiroidectomia sono purtroppo gravati dalla possibile lesione dei nervi ricorrenti e dall’asportazione accidentale delle paratiroidi. La lesione del ricorrente può comportare danni di una certa gravità, come la perdita della voce.

L’asportazione delle paratiroidi provoca, invece, un abbassamento dei livelli di calcio nel sangue, con gravi conseguenze a carico di diversi organi e apparati, per far fronte alle quali è necessario assumere una terapia sostitutiva a vita.

L’intervento di chirurgia mini-invasiva è indicato nei pazienti con noduli non superiori ai 3 centimetri, e al massimo con due noduli.

Data ultimo aggiornamento: 27 settembre 2018